Gran San Bernardo


  • 32.2 km

    Distance

  • 601 m

    Min height

  • 2472 m

    Max height

  • 1871 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Il Colle del Gran San Bernardo è stato in tutte le epoche, ed è tuttora, uno dei più importanti passaggi delle Alpi, garantendo il collegamento tra l'Italia e l'Europa nord-occidentale; il valico era già frequentato in età preistoriche e fu dotato dai Romani di stazioni di sosta e ristoro; il passaggio più celebre resta quello di Napoleone nel maggio 1800 con un esercito di 40.000 uomini, equipaggiati con artiglieria e cavalleria, all'inizio della campagna di riconquista dell'Italia culminata nella vittoria di Marengo.

La strada è interamente asfaltata e risulta larga ed agevole nei tratti inferiori, dove però il traffico risulta molto intenso, mentre si presenta ripida e tortuosa nel tratto più elevato dove le pendenze sono decisamente molto impegnative; è consigliabile evitare il percorso nei giorni feriali quando sono numerosi gli autotreni; nel tratto svizzero la moderna strada federale evita l'attraversamento dei paesi, per cui i ciclisti possono percorrere la vecchia strada attraverso le case col risultato di evitare qualche chilometro di traffico, visitare borghi caratteristici ed approvvigionarsi di acqua alle fontane.
Il valico è l'unico passaggio stradale aperto tra i gruppi del Monte Bianco ad ovest e del Monte Rosa, del Cervino e del Gran Combin ad est; i panorami sono grandiosi e la lunghezza del percorso rende molto variato l'ambiente dalle zone agricole ed abitate delle valli alle aspre montagne rocciose e scintillanti di ghiacciai che coronano il colle.

Da Aosta (583m) si comincia a salire con sensibile pendenza e numerose curve tra case e frutteti con bella vista sul capoluogo e le montagne che lo circondano; dopo Signayes (724m) la strada si allarga e sale in un'ampia conca dominata dal Gran Combin (4314m); si supera lo svincolo con la moderna variante in galleria, naturalmente interdetta alle biciclette, che raggiunge direttamente il casello autostradale di Aosta.
Dopo aver oltrepassato Variney (782m) si sale moderatamente su strada abbastanza agevole; dopo un tornante si può scegliere se seguire a destra la vecchia strada meno trafficata e più tortuosa oppure il moderno tracciato che si snoda ampio con un altro tornante ed una breve galleria; i due tracciati si riuniscono a Gignod (988m), poi la valle piega verso nord-ovest e si continua in sensibile salita toccando Condemine (1136m) e La Clusaz (1202m), antico posto di guardia a sbarramento della valle; si procede più agevolmente per Echevennoz (1233m) e quasi in piano per Etroubles (1270m), dove la strada si restringe ed assume connotati da vera strada di montagna.
Dopo aver attraversato il torrente e lasciato sulla destra una fontana sotto una tettoia si sfiora l'abitato con due tornanti e si affronta un tratto con pendenza fino al 10% per raggiungere St.Oyen (1373m), dove si trova un'altra fontana; si continua con pendenza impegnativa e si percorre la breve galleria artificiale Flassin (105 metri); prima di St.Rhèmy-en-Bosses si abbandona (1505m) la strada che conduce all'imbocco del traforo che sale con grandiosi viadotti all'imbocco della galleria a quota 1875m e si sale moderatamente con stretti tornanti a St.Rhèmy Bourg (1619m), ultimo centro abitato della valle ed ultima occasione per fare rifornimento d'acqua ad una fontana, su strada più stretta ma ancora sufficientemente ampia ed agevole.
Dopo due tornanti ed un tratto di forte salita si percorre l'ultimo tratto di falsopiano fino al ponte (1730m) su cui si attraversa il torrente; si sale ripidamente a tornanti nel bosco sull'altro lato del vallone sottopassando e poi affiancando l'autostrada del traforo di cui si vede nitidamente l'imbocco; su strada più stretta e difficile si superano il Plan d'Arc (1937m) ed il Pra d'Arc (1992m), si affrontano due tornanti a quota 2004m e 2079m e si percorre un tratto in costa per superare il costone roccioso del Pain de Sucre e raggiungere la cantoniera di Fonteinte (2218m).
Si continua in forte salita con continue curve ed alcuni tornanti in un ambiente sempre più aspro e grandioso aggirando la testata del vallone del S.Bernardo; dopo una breve galleria l'ultimo tratto in costa conduce all'ingresso nella conca del valico: dopo l'albergo Italia, dominato dalla statua di S.Bernardo (1905), e la dogana italiana si raggiunge il ponticello che rappresenta il confine italo-svizzero (2449m); superata la dogana svizzera si costeggia il lago del San Bernardo (2447m) e si perviene alla sommità del colle con una rampetta.
Vi sorgono l'Ospizio con la chiesa barocca, il museo storico e la ricca biblioteca ed un più moderno albergo; quando questo è chiuso l'Ospizio fornisce ancora ospitalità ai viandanti.


The Colle del Gran San Bernardo has been in all ages, and still is, one of the most important steps of the Alps, ensuring the link between Italy and north-western Europe; the pass was already popular in the age of the prehistoric and it was equipped by the Romans stations and refreshment; the most famous remains that of Napoleon in may 1800, with an army of 40,000 men, equipped with artillery and cavalry, at the beginning of the campaign of reconquest of Italy which culminated in the victory of Marengo.

The road is completely paved and is wide and smooth in the lower stretches, where, however, the traffic is very intense, while the steep and winding in one of the most high where the slopes are very demanding; it is advisable to avoid the path on weekdays when there are many combinations of vehicles; in the section of swiss modern federal road avoids the crossing of the countries, for which cyclists can take the old road through the houses with the result of avoiding a few kilometers of traffic, visit quaint villages and provision of water to the fountains.
The pass is the only pass road is open between the groups of Mont Blanc to the west and Monte Rosa, the Matterhorn and Gran Combin to the east; the views are magnificent and the length of the path makes it much changed the environment from agricultural areas and inhabited the valleys to the rugged rocky mountains and the sparkling of the glaciers that surround the hill.

From Aosta (583m) begins to rise with a considerable slope, and numerous curves between the houses and orchards with beautiful views of the town and the mountains that surround it; after Signayes (724m), the road widens, and salt in a large basin that is dominated by the Grand Combin (4314m); you pass the junction with the modern variant in the gallery, of course, forbidden to the bicycle, which leads directly to the exit of Aosta.
After passing Variney (782m), moderately salt on the road fairly easy; after a curve, you can choose whether to follow right on the old road with less traffic and more winding, or the modern path that winds large with another hairpin and a short tunnel; the two paths meet in Gignod (988m), then the valley bends to the north-west, and it continues in a significant climb touching Condemine (1136m) and La Clusaz (1202m), the old guard at the barrier of the valley; we proceed more smoothly for Echevennoz (1233m) and almost flat to Etroubles (1270m), where the road narrows and takes on the connotations of the true mountain road.
After crossing the stream on the right and left of a fountain under a roof at the touch of the village, with two sharp turns and faces a stroke with a gradient up to 10% to reach St. Oyen (1373m), where there is another fountain, you continue with slope challenging, and follow the short tunnel to the artificial Flassin (105 feet); before St. Rhèmy-en-Bosses you leave (1505m) the road that leads to the entrance of the tunnel that goes with magnificent viaducts at the entrance to the gallery to share 1875m and salt moderately tight curves in St. Rhèmy Bourg (1619m), the last village of the valley and last chance to make the water supply to the water fountain, on the road narrower, but still sufficiently wide and easy.
After a couple of bends and a stretch of steep climb along the last stretch of a slight slope up to the bridge (1730m), which crosses the river; climb the steep winding in the forest on the other side of the valley sottopassando and then alongside the motorway tunnel where you can see clearly the entrance; on the road more narrow and difficult to exceed the Plan of Arc (1937m) and the Pra d'arc (1992m), facing two bends to share 2004m and 2079m and along a stretch of coast in order to overcome the rocky ridge of the Pain de Sucre and reach the town of Fonteinte (2218m).
It continues in a steep climb with continuous curves and a few bends in an environment that is more rugged and great, going around the head of the valley of the St. Bernard; after a short tunnel, the last section of the coast leads to the entrance in the basin of the mountain pass: after the hotel Italy, dominated by a statue of St. Bernard (1905), and the Italian customs you reach the bridge that represents the Italian-swiss border (2449m); exceeded the swiss customs along the lake of San Bernardo (2447m) and you come to the top of the hill with a miniramp.
Rise of the Hospice with the baroque church, the historical museum and the library, and a more modern hotel; and when this is closed the Hospice provides hospitality to wayfarers.

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