Col du Galibier (St-M-de-Maurienne)


  • 36.4 km

    Distance

  • 719 m

    Min height

  • 2639 m

    Max height

  • 1919 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Il mitico valico alpino, il cui nome rievoca istantaneamente le più epiche pagine della storia del Tour de France, collega la valle dell'Arc, denominata Maurienne, in Savoia, con il Col du Lautaret (2058m), spartiacque tra il bacino della Durance con la zona di Briançon e la valle della Romanche, che conduce a Grenoble.
Il percorso è eccezionale, sia per le caratteristiche tecniche della strada, sia per l'ambiente meraviglioso di alta montagna in cui si svolge, con panorami su vette e ghiacciai di straordinaria bellezza, potenza e maestosità.
La strada è interamente asfaltata, ma abbastanza stretta in rapporto alla ragguardevole mole di traffico sia ciclistico che automobilistico che la percorre; è inoltre priva di protezione verso valle anche in tratti abbastanza pericolosi.

Dal centro di St.Michel-de-Maurienne (712m) si inizia subito a salire con viva pendenza e numerosi tornanti abbandonando il fondovalle dell'Arc; dopo aver attraversato il villaggio di St.Martin-d'Arc si affronta il 1° tornante (814m) e dopo altri due tornanti si passa per les Petites Seignières; dopo un ponticello (936m) sul Ruisseau de Fontaine si lascia sulla sinistra les Grandes Seignières e si affrontano il 4° tornante (978m) sinistrorso ed il 5° tornante ancora sinistrorso, poi si percorre un tratto alla base della parete rocciosa in cima alla quale il Fort du Tèlégraphe (1613m) domina la vallata.
Si continua nel bosco con forte pendenza, si affrontano ravvicinati il 6° ed il 7° tornante (1100m) e si riattraversa (1128m) il Ruisseau de Fontaine, poi con 5 tornanti si raggiunge l'incrocio (1358m) dove si lascia a sinistra la strada per Valmeinier; dopo un tratto di salita moderata si riattraversa ancora (1434m) il Ruisseau de Fontaine e si percorre in forte ascesa la conca che conduce al Col du Tèlégraphe, valico anch'esso ben noto nella storia del Tour de France.
Si affronta l'ombrosa e fresca discesa che conduce a Valloire (1430m) con pendenze dapprima molto modeste e nel finale un poco più sensibili; nella discesa si attraversa un piccolo valico, denominato le Col (1522m); Valloire è un centro turistico in bella posizione con una notevole parrocchiale barocca; di fronte alla chiesa si trova una fontana che rappresenta l'ultima possibilità di rifornirsi d'acqua.
Si esce dal paese alternando strappi e falsopiani; con forte pendenza si perviene alla frazione di les Verneys (1544m), da dove si continua in leggera ascesa in un ampio vallone; a La Rivine (1585m) si attraversa il torrente e si procede ancora senza difficoltà per un chilometro, poi la strada si impenna e la salita si fa dura.
Si attraversa la gola denominata la Barricade des Pestiférés e dopo due tornanti si lascia sulla sinistra (1670m) l'altiporto di Bonne Nuit; si continua in forte pendenza tra i prati superando la Petite Charmette (1797m) mentre le montagne circostanti assumono un carattere sempre più grandioso; si percorrono un ponte (1840m) a monte dell'alpeggio di la Grande Charmette ed un altro ponte (1886m) appena prima di les Thymelets e con un tratto leggermente più facile si raggiunge il rifugio di Plan Lachat (1961m), dove si lascia a sinistra
la strada a fondo naturale che sale al Col de la Pare (2412m) ed al Camp des Rochilles; dopo un ponticello (1987m) sul torrente Valloirette la strada sale ripida con 4 stretti tornanti e senza protezioni per superare arditamente la strapiombante parete rocciosa che sbarra la valle.
Si entra nella vasta conca del Plan de la Fraichère dove si incontrano alcune baite dopo le quali la salita diventa leggermente meno dura mentre si percorre un lungo tratto in costa; dopo il Collet du Plan Nicolas (2406m) con una serie di curve si perviene faticosamente all'imbocco settentrionale del traforo, regolato a senso unico alternato mediante un semaforo e vietato a pedoni e ciclisti, dove si incontrano un rifugio ed il cartello con la scritta "Col du Galibier, 2556m"; si affronta l'ultimo durissimo chilometro su strada stretta e tortuosa lungo la ripida parete rocciosa; un cartello stradale indica la pendenza del 10%.
Si perviene così alla sommità del valico, stretta sella a quota 2647 metri, al confine tra i dipartimenti della Savoia e delle Hautes-Alpes; il panorama è grandioso, ma è ancora più spettacoloso se si sale al vicino belvedere a quota 2704m: a est domina la vetta del Grand Galibier (3229m), a nord si erge in distanza il Monte Bianco dietro alle montagne del gruppo della Vanoise, a sud si ha la visione ravvicinata e spettacolosa dei ghiacciai scintillanti della Meije (3983m) e della Barre des Ecrins (4103m), a sud-est si scorge il Monviso (3841m), parzialmente nascosto dal Pic de Rochebrune (3325m); lo spazio per il parcheggio è esiguo e non esiste alcun punto di ristoro.


The legendary alpine valley, whose name instantly evokes the most epic pages of the history of the Tour de France, which connects the valley of the Arc, called the Maurienne, Savoy, with the Col du Lautaret (2058m), the watershed between the basin of the Durance with the area of Briançon and the valley of the Romanche, which leads to Grenoble.
The location is exceptional, both for the technical characteristics of the road, both for the wonderful environment of the high mountains, with views of glaciers and peaks of great beauty, power and majesty.
The road is completely paved, but quite narrow in relation to the considerable amount of traffic is cycling, automotive and follows it; it is also devoid of security towards the valley, also in traits quite dangerous.

From the centre of saint-Michel-de-Maurienne (712m) and immediately start to climb with deep slope and numerous hairpin bends, leaving the valley of the Arc; after passing through the village of St. Martin-d'arc faces the 1st hairpin (814m) and after the other two bends passes for les Petites Seignières; after a jumper (936m) on the Ruisseau de Fontaine leaves on the left les Grandes Seignières and will face the 4th hairpin (978m) on the left and 5° hairpin still left-handed, then along a line at the base of the rock wall on top of which the Fort du Tèlégraphe (1613m) dominates the valley.
It continues in the forest with a steep slope, you face a close to the 6° and 7° bend (1100m) and occupied (1128m) the Ruisseau de Fontaine vive, then with 5 bends you reach the crossroads (1358m) where on the left is the road to Valmeinier, after a stretch of moderate climb occupied again (1434m) the Ruisseau de Fontaine, and runs strong growth in the basin that leads to the Col du Tèlégraphe, the pass is also well-known in the history of the Tour de France.
It tackles the shady and cool down, which leads to Valloire (1430m) with gradients at first, was very small, and in the end, a little more sensitive; in the drop-down you will cross a small pass called Col (1522m); Valloire is a tourist centre in a beautiful location with a remarkable baroque parish; in front of the church is a fountain, which represents the last chance to stock up on water.
You exit from the country, alternating between tears and falsopiani; with a steep slope, you come to the hamlet of les Verneys (1544m), from where it continues on a slight rise in a wide valley, at The Rivine (1585m) cross the stream and you still proceeds without difficulty for about a kilometer, then the road goes up and the climb gets tough.
Cross the gorge called the Barricade des Pestiférés and after two turns left, on the left (1670m) the altiporto of Bonne Nuit; you have to continue on a steep slope in the meadows, passing the Petite Charmette (1797m), while the surrounding mountains take on a character more and more great, and you cross a bridge (1840m) upstream of the pasture of the Great Charmette and another bridge (1886m) just before les Thymelets and with a stretch slightly easier to reach the refuge of the Plan Lachat (1961m), where on the left you will
the road to natural background, which climbs to the Col de la Seems (2412m) and at the Camp des Rochilles; after a jumper (1987m) on the stream Valloirette the road climbs steeply with 4 narrow bends and without protections to overcome boldly the overhanging rock wall that stands in the valley.
You enter in the vast basin of Plan de la Fraichère where you get to meet some huts, after which the climb becomes slightly less hard while driving along a long stretch of the coast; after the Collet du Plan, Nicolas (2406m) with a series of curves is reached with difficulty at the entrance to the north of the tunnel, the regulated alternating one-way through a traffic light and forbidden to pedestrians and cyclists, where they meet a refuge and the sign that reads, "the Col du Galibier, 2556m"; it tackles the last hard mile on a narrow and winding road along the steep rocky wall; a road sign indicates the slope of 10%.
We come thus to the top of the pass, the narrow pass at an altitude 2647 metres, the border between the departments of Savoie and Hautes-Alpes; the view is magnificent, but it is even more spectacular if you climb to the lookout near to share 2704m: to the east, dominates the top of the Grand Galibier (3229m), to the north stands in the distance, the White Mountain behind the mountains of the group of the Vanoise national park, in the south it has the close view and spectacular glaciers glittering of the Meije (3983m) and the Barre des Ecrins (4103m), to the south-east you can see the Monviso (3841m), partially hidden by the Pic de Rochebrune (3325m); space for parking is limited, and there is no point of rest.

Map/Elevation

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