Mont Ventoux (Sault)


  • 26 km

    Distance

  • 700 m

    Min height

  • 1897 m

    Max height

  • 1197 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Il Mont Ventoux è una montagna mitica per gli appassionati di ciclismo ma è anche un massiccio di singolari caratteristiche morfologiche, climatiche e di vegetazione e rappresenta uno dei simboli della Provenza; nella storia della letteratura si ricorda la descrizione della sua scalata compiuta da Francesco Petrarca nel corso della sua permanenza ad Avignone.
Il massiccio si erge isolato e grandioso nel cuore della Provenza, ben visibile e dominante sulla pianura, ed è battuto quasi costantemente dalle raffiche del mistral, il vento che scende da nord lungo la valle del Rodano; alle sue pendici prosperano le attività agricole mentre la parte superiore ha un aspetto lunare con una distesa di pietre dove batte il sole ed ulula il vento e dove non riesce a svilupparsi nessuna forma di vita, tranne alcuni licheni con caratteristiche di flora polare.
La salita risulta molto dura, ma più che le forti pendenze influisce l'aspetto ambientale: infatti dal caldo torrido della piana provenzale si sale alle vaste foreste della zona intermedia ed infine alle distese di pietre infuocate dove spesso spira un vento improvvisamente freddo; prima di avventurarsi su questa salita occorre ascoltare attentamente le previsioni del tempo e rinunciare alla scalata in caso di previsione di forti venti.
Sulle strade che conducono al Mont Ventoux sono state scritte molte pagine epiche, ed anche qualcuna tragica, della storia del ciclismo; su questa cima hanno trionfato i più grandi campioni.
Sulla cima della montagna sorge l'osservatorio che funge da punto di riferimento durante la scalata; le pietre miliari lungo i percorsi di accesso riportano chilometraggi, quota e pendenza del momento.
Ci sono tre possibili percorsi di accesso: occidentale (il più duro), meridionale (il più classico con più dislivello) ed orientale (il più facile).

Sul versante orientale il percorso inizia a Sault (765m); la strada sale moderatamente a le Ventouret (1010m) e con alcuni tornanti nel bosco a le Chalet-Reynard (1419m). Si tiene a sinistra e si sale con pendenze intorno al 7% al Col Ouvert dove riappare la vetta; poco dopo si incontra una fontana; la pendenza diventa progressivamente più impegnativa mentre la vegetazione si riduce sempre più fino a sparire del tutto; pedalando in questo paesaggio lunare di pietre si supera la stele dedicata al ciclista inglese Simpson deceduto in questo punto durante una tappa del Tour de France e si raggiunge il Col des Tempétes (1824m), sul crinale della montagna, affacciandosi per un attimo sul versante settentrionale.
Si affronta il durissimo tratto conclusivo confortati dalla vista della vetta ormai vicina; dopo aver lasciato sulla sinistra un bar-ristorante si affronta l'ultimo ripido tornante, si ignora la strada che passa più in basso e con l'ultima rampa si raggiunge la sommità ai piedi della torre dell'osservatorio


The Mont Ventoux is a mountain legendary for cycling enthusiasts, but is also a massive unique morphological features, climate and vegetation, and represents one of the symbols of Provence; in the history of literature is reminiscent of the description of his climb accomplished by Francesco Petrarch, in the course of his stay at Avignon.
The massif rises the great isolated in the heart of Provence, visible and dominant on the plain, and is beaten almost constantly by the winds of the mistral, the wind that blows down from the north along the valley of the Rhone; on its slopes thrive agricultural activities, while the upper part has a lunar aspect with an expanse of stones where the sun beats and howling of the wind and where it fails to develop any form of life, with the exception of some lichens with the characteristics of the flora of greenland.
The ascent is very hard, but more that the strong gradients affect the appearance of the environment: in fact, from the scorching heat of the plain provencal you climb to the vast forests of the intermediate zone, and, finally, to the expanses of the stones of fire, where they often blows a wind suddenly cold; before venturing on this climb, you need to listen carefully to the weather, and give up the climb in the case of a forecast of strong winds.
The roads leading to the Mont Ventoux were written many pages epic, and even some tragic, in the history of cycling, and on this top have triumphed larger samples.
On the top of the mountain is the centre which acts as a reference point during the climb; the milestones along the route of access report mileage, elevation, and slope of the moment.
There are three possible paths of access: western (the hardest), and southern (the classic with more height) and eastern (the easiest).

On the eastern side of the route begins at the Sault (765m); the road climbs moderately to the Ventouret (1010m) and with a few bends in the woods to the Chalet Reynard (1419m). Keep to the left and climb with gradients of about 7% at the Ouvert where it returns to the top; it is shortly after you come to a fountain; the slope becomes progressively more challenging as the vegetation is reduced more and more until she disappeared completely; riding in this lunar landscape of stones exceeds the stele dedicated to the English cyclist Simpson died at this point, during a stage of the Tour de France and you will reach the Col des Tempétes (1824m), on the ridge of the mountain, overlooking for a moment on the northern side.
She faces the hardest stretch of the final comforted by the sight of the peak is now at hand; and after that on the left is a bar-restaurant faces the last steep hairpin, you ignore the road that goes down and with the last ramp to reach the top at the foot of the tower of the observatory

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